Più sono inutili e più ci piacciono :S

Pubblicato il 25 Giugno 2007 da @@@Magda@@@.
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1) Quale libro stai leggendo attualmente?
Ho appena finito di leggere Il condominio dei gatti di Giorgio Celli
2) Perchè hai scelto questo libro?
Volevo una storia di gatti, ed invece mi son trovata un giallo… vabbè mi è piaciucchiato…
3) Ti piace farti consigliare libri dagli amici?
Lo farei anche ma è difficile trovare qualcunoa cui piacciano i generi che amo io.
4) Lo scaffale che visiti per primo in libreria?
Quello delle edizioni economiche, peccato che i libri che mi piacciono ci mettano secoli ad arrivare all’edizione economica :(
5) Il tuo libro preferito?
Da sempre “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien.
6) Quello più brutto
Cento colpi di spazzola di Melissa P. di una tristezza infinita e per nulla erotico, a parimerito con Un posto nel mondo di Fabio Volo, due cagate pazzesche!
7) L’ultimo libro che hai letto
Prima del Condominio dei gatti, Sai tenere un segreto di Sophie Kinsella.
8)Quello che aspetta sullo scaffale da anni?
Lo Gnolo di Alan Alridge, ricevuto in dono per Natale tanti anni fa, l’ho ripreso in mano tante volte, per cedere vittima della noia a pagina 25. Contiene periodi di 25/30 righe ed almeno 20 aggettivi per ciscun oggetto che viene descritto. Mi fa schiumare!
9) Quello che rileggeresti
Rileggerei per la terza volta Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien
10) Quello che non hai compreso
Non me ne viene nessuno, ma so che ce ne sono…
11) Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti
LO GNOLO! :@
12) Quello che hai lasciato a metà a malincuore
GIAMMAI!!!
13) Un libro che vorresti leggere in futuro
Vorrei riprendere dall’inizio e terminare con quelli che non ho mai letto, la Saga di Belgariad di David Eddings
14) Tre autori che ti piacciono
Sophie Kinsella, Beppe Severgnini, Tiziano Terzani
15) Tre personaggi letterari tra i tuoi preferiti
Merlino, la fata Morgana e Cassandra :)
16) Un libro che non avresti voluto leggere
Le città invisibili di Calvino! Ahhhh ecco il libro che non ho capito! :) Ho risposto a due domande con un libro!
17) Un autore che non ti piace
Unmberto Eco (eh lo so, apriti cielo!)
18) Un personaggio letterario che detesti
La regina Ginevra, grandissima zoccola!
19) Tre racconti preferiti?
Tutti quelli che hanno scritto i fan di Marion Zimmer Bradley
20) Il libro della tua infanzia
La storia infinita di Michael Ende
21) Il primo libro da “adulto”
Il Signore degli Anelli, se secondo voi è un libro per ragazzi, provateci voi a leggere le sue 3550 pagine a 11 anni in un solo mese :)
22) Un libro che hai comprato solo perchè ti piaceva il titolo
Il condominio dei gatti :) che ho appena finito di leggere!
23) Un libro che hai comprato perchè ti piaceva la copertina
Molti!
24) Classici o Moderni?
Moderni, e moderni dai temi classici :)
25) Ottocento o Novecento?
Io direi anche 400 avanti Cristo :)
26) Il più bel film tratto da un libro?
Nessuno all’altezza!
27) Il primo libro che ti viene in mente?
Quello che avrei voluto scrivere io!
28) Il tuo genere preferito?
Sono troppi per elencarli, e tutti bistrattati!

Lunedì Ufffffff

Pubblicato il da @@@Magda@@@.
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Ho da mandare un ordine al fornitore di porte, devo assolutamente farlo ma mentre aspetto la mia collega che è andata in “bottega” (qui in paese si chiamano ancora così) e tornerà presto con il mio pacchetto di Fonzies (dieta? Chi io? Quando?) ho focalizzato i miei desideri.

Mi vorrei in spiaggia.
Spiaggiata come un’otaria nelle ultime stanche ore della sua vita, inerme e lambita dalle onde, possibilmente senza che bitorzoluti uomini palestrati e esilissime donne acciuga che passeggiano regolarmente a fior di spiaggia per sfoggiare il fisico, mi calpestino!
E così spiaggiata cuocere a fuoco lento con un latte super-abbronzante protezione 10 all’olio di enotera (che cazzo è l’enotera non lo so, ma mi fa abbronzare velocemente) fino a che non passa il giornalaio col carretto, che non so come abbia fatto a non finire mai in mare con i giornali.
Comprare Novella 5000, 6000 e 7000 per poi sfogliarli languidamente leccandomi l’indice per girare le pagine.
E poi estrarre un bel bento alla frutta da mangiare mollemente sull’asciugamano.
Cospargermi i capelli di spray protettivo, pettinarli ed avere l’unica preoccupazione di tornare a casa, infilarmi in doccia, cospargermi di doposole e spalmarmi a letto fino alle nove di sera, quando magicamente un pentolone di aragosta si sarà cotto da solo, e sarà ben condito e pronto per essere mangiato, rigorosamente a mani nude e ciuppando il pane nel condimento, fino a quando non mi sbrodolo anche i gomiti…

… è tornata, torno a lavoro :(

Ripensandoci, cambierei il titolo in: VOGLIA DI FERIE!

Basta un poco di zucchero…

Pubblicato il 20 Giugno 2007 da @@@Magda@@@.
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Il lunedì, si sa, è un giorno abbastanza traumatico!
Se poi hai passato un fine settimana di merda per svariati e fastidiosi motivi, tra cui una litigata conclusasi a notte fonda, la cosa diventa ancora più traumatica!
Semplicemente mi son limitata a trascinarmi in ufficio, cercando di addurre una qualche scusa per il mio voler tenere gli occhiali da sole anche al chiuso.
“L’occhio spento, il viso di cemento” cantava Elio in Cara ti amo.
Così mi sentivo e dopo la pausa pranzo è stato ancora peggio.
Pesantezza alle membra, tachicardia da caldo a 36 gradi, risveglio confusionale dopo essermi appisolata (“poggio un attimo la testa sul cuscino ma non dormo!”); ma nonostante tutto faccio finta di sapere quello che faccio, torno a lavoro con l’aria condizionata a palla puntata in piena faccia cercando di far svanire i residui del sonno comatoso imprevisto.
Quando arrivo in ufficio accendo la pompa di calore e mi squaglio su una sedia, inebetita.
Squilla il cellulare, è il Nenno.

“Mi hanno regalato 3 biglietti per il concerto di Zucchero di stasera”
:|

Istintivamente avrei urlato un bel “MAVAFFANCULO!”
Cerco di trovare un pò di entusiasmo dentro di me.
Avevo proprio pensato di andarci, poi come succede, mi ero dimenticata di andare a prendere i biglietti e il tempo era passato senza che me ne rendessi conto.
“Cavolo proprio oggi che muoio di sonno…”

Il resto del pomeriggio in ufficio l’ho passato cercando di trovare qualcuno che volesse venire con noi per non sprecare il terzo biglietto.
Tutte le persone che sarebbero volute venire, avevano già preso altri impegni, tutte tranne una che invece è irrintracciabile.
Allora chiamo la mia adorata cuginetta, che ha pure la passione del canto, la quale molto compostamente mi urla “SIIIIIIIIIII” nell’orecchio.
Scappo mezz’ora prima dall’ufficio chiedendo alla cara collega di coprirmi il culo e quando arrivo a casa, più morta che viva, preparo i panini e le bottigliette d’acqua.

Sono molto fortunata perchè abito a due passi dall’anfiteatro romano dove si sarebbe tenuto il concerto. Due passi si, ma in salita!

Intanto mi chiama l’irrintracciabile dicendo che vuole venire, e io le spiego che il suo biglietto è già assegnato ad un’altra persona. :p Così impara a portarsi dietro il telefonino anzichè dimenticarlo in ogni furruncone!

Arriviamo all’anfiteatro dopo una salita con pendenza del 35%, sudorazione a fiumi, piedi bolliti dentro le ballerine… ritiriamo i biglietti e prendiamo posto.

“Voglio dormire!
Voglio dormire!
Chissà a che ora finisce, e dobbiamo pure riaccompagnare A. e poi domani a lavoro….”

Mentre penso queste cose inizia il concerto.
Il sipario si solleva su Zucchero seduto su un trono di velluto rosso…
Ammutolisco.

Poco dopo mi ritrovo in piedi, saltando come una pazza, battendo le mani e cantando a squarciagola tutte le canzoni (ebbene si, le conoscevo tutte!).

I musicisti sono bravissimi, Zucchero è semplicemente fantastico e se possibile, dal vivo è ancora più bravo che sui cd!
Non si è risparmiato per nulla, solo 10 secondi di pausa tra una canzone e l’altra, tutto questo per due ore e mezzo di musica!

Dopo qualche canzone lenta urla al pubblico: VOGLIO VEDERVI BALLAREEEE!
(ma perchè io che stavo facendo fino a poco fa?)

IL MARE IMPETUOSO AL TRAMONTO SALIR SULLA LUNA E DIETRO UNA TENDINA DI STELLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Putiferio!
L’intero anfiteatro salta in piedi!
I poveri cristi che erano seduti nel gradino sotto il mio sono fuggiti da tempo a furia di prender calci sul culo mentre ballo :)

Il concerto si chiude con uno special.
Zucchero canta una canzone blues meravigliosa, lenta, soave.
Ci riprendiamo da tutte quelle emozioni, da quel fiume di musica che ci ha catturati tutti, dallo scenario del tramonto sul golfo, dall’atmosfera dell’anfiteatro che ogni volta entrarci è come fare un salto nel passato…
Sudati, stanchi, distrutti… ma felici!

Ho visto finalmente un VERO animale da palcoscenico esibirsi a pochi metri dal mio naso!

Ringrazio il buon Big Pincher che ci ha ceduto i suoi biglietti, e gli auguro una pronta guarigione!

Ora non si buca più!

Pubblicato il 12 Giugno 2007 da @@@Magda@@@.
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Siccome la casetta è oltremodo piccola e ci eravamo stufati, oltre che di dormire col culo per terra visti i numerosi fori del letto ad aria, anche di non poter ricevere nessuno a causa di carenza di spazio; si era partiti con l’idea di un divano letto che fosse decente alla vista di giorno, e quantomeno comodo per le nostre notti di sonno e sesso :)
Ovviamente non volevo il solito divano letto.
Non lo volevo troppo economico, ma al contempo non volevo spendere una fortuna.
Non lo volevo col materasso in gomma-piuma (ricettacolo di acari) ma in poliuretano espando che sostiene la colonna cervicale.
Non lo volevo con braccioli ingombranti e troppi meccanismi a vista, ma che fosse grazioso.
Lo volevo che si aprisse con una mano sola, e che possibilmente avesse anche la fantomatica “seduta relax”.
Ovviamente penserete che sia pazza, e soprattutto che sia dovuta scendere a compromessi.
Ma non è così.
Dopo numerosi giri per negozi di arredamento, dove hanno cercato di propinarci i peggiori divani del mondo, insieme a quelli più schifosi ed economici, per capirci quelli con le trapunte inguardabili a copertura; ho trovato un modello interessante su un volantino di un ipermercato.
Ovviamente quando sono andata a chiedere informazioni, la promozione era già scaduta, ma come spesso capita, mi sento addirittura dire che i divani non solo non sono più in promozione ma che non sono nemmeno mai arrivati all’ipermercato e che esiste una lunga lista di prenotazione con data di consegna indefinita.
Non mi scoraggio, rispolvero la memoria e riesco a ricordarmi di aver visto proprio su Ebay lo stesso modello.
Quando torniamo a casa scopriamo che nel sito di aste online, lo stesso divano è venduto al medesimo prezzo che l’ipermercato spacciava per “promozionale”, avremmo solo dovuto pagare la consegna con corriere ammontante a 45 euro visto che abitiamo nel bel mezzo del mediterraneo.
Insomma non che 45 euro mi escano da tutte le tasche,però era un sovrapprezzo ragionevole per riuscire ad avere il divano che avevo scelto.
Facciamo l’ordine e venerdì ricevo la chiamata del corriere che mi avvisava che lunedì pomeriggio avrebbero consegnato tra le 15 e le 18.
La giornata quindi era stata organizzata in modo che il pomeriggio il Nenno avrebbe disertato il lavoro per attendere il corriere ed avrebbe provveduto al montaggio di alcune parti che sarebbero arrivate da assemblare.
Io sarei andata invece a lavoro come ogni giorno, ed avrei prestato assistenza telefonica qualora fosse stata necessaria.
Ho ricevuto ben 5 chiamate: “Ma questi a che ora arrivano!!! Chiamali!!!”
Quando ricevo l’ultima delle 5 chiamate il Nenno è praticamente isterico, e visto che sono quasi le 18 cerco il numero del corriere nelle chiamate ricevute del cellulare e li richiamo.
Apprendo con sorpresa che non solo non sanno nulla della mia spedizione, ma nemmeno dicono di avermi mai chiamata, e non sanno assolutamente come sia possibile che io abbia ricevuto una chiamata da loro venerdì sera.
Presa dal panico, faccio il terzo grado al centralinista finchè non mi arrendo e mi appresto a chiamare sconsolata il Nenno per dirgli che forse si era trattato di un errore.

“Hanno appena consegnato!” fa lui al telefono, e io :| ,e lui “Ma quest’affare è un casino da montare!!!”
“Senti, montalo e basta!”

Dopo un pò, approfittando del fatto che il capo è in pieno volo aereo da Venezia, esco mezz’ora prima dall’ufficio e corro a casa a dare soccorso all’homo sapiens, ma quando arrivo il divano è già assemblato.
“Ci ho messo un sacco, ore ed ore!”
“Ma se è arrivato poco dopo le 18, e adesso sono le 19.30!”
Guardo il foglio che illustra il montaggio, il casino che diceva il Nenno, altro non era che due piccoli meccanismi meccanici da fissare e altri 8 bulloni da strigere!
Spero non aprano l’Ikea a Cagliari, altrimenti son perduta!

Il divano, per fortuna è bello a vedersi, comodo per sedersi e anche come letto per dormirci. E’ poco ingombrante come desideravo e ha delle sfiziose posizioni intermedie utili per guardare la tv e fare sesso acrobatico.
Da divano può diventare, divano con schienale reclinato e poggiagambe, dormeuse, letto con schienale regolabile o semplice letto, il tutto con un semplice gesto di una mano e qualche CLICK CLACK!

E’ lui, è quello che volevo!

Dopo cena corriamo a preparare il letto per la notte, stremati spegniamo la tv alla fine di Colorado Cafèe e ci apprestiamo a prendere sonno quando sento, trikky! trikky! trikky!
Riconosco il suono delle unghie di Gennarino sulla scala di ferro che porta al terrazzo.

“Nenno, Gennarino è sul tetto!”
Dopo il primo momento di panico in cui cerca di seguire il gatto salendo sul tetto nudo come un verme, riesce a recuperare un boxer da mare e corre dietro al bastardo!

Non voglio immaginare cosa abbiano pensato i vicini vedendo un uomo semi-nudo correre sui tetti cercando di acchiappare un gatto bianco con la faccia ghignante.
Quando finalmente i due uomini della mia vita sono ridiscesi in camera da letto, uno con una mano tumefatta da una caduta e l’altro con il pelo bianco dritto a mò di istrice, il sonno ci ha già abbandonato da un pezzo.
Finiamo col chiacchierare per un’ora mentre il Bastardo Bianco, stremato dall’avventura, russa sonoramente sul lenzuolo.

LAVORI IN CORSO!

Pubblicato il 6 Giugno 2007 da @@@Magda@@@.
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Primavera!
Tempo di lavori in casa, lunghi sonnellini pomeridiani, poca voglia di lavorare… MA:
domenica abbiamo decido di dedicarci all’imbiancatura della casa!!!
Siamo partiti dalla camera da letto, iniziando alle 3 del pomeriggio.
Da brava donna pratica ho provato a dire al Nenno che mettendo dei teli o della carta di giornale sul pavimento, avremmo evitato di sporcare e poi di dover pulire le goccioline cadute dal rullo.
Ma lui, da bravo uomo prepotente e convinto di sapere tutto, ha detto che le avremmo tolte poi facilmente inumidendo il pavimento.
Non aveva considerato che non avendo la piccola griglia su cui si passa il rullo per eliminare la vernice in eccesso, di goccioline ce ne sarebbero state tante e che sarebbero state all’incirca da 1 litro ciascuna!
I lavori sono proseguiti nel seguente ordine:

nenno - imbiancatura della parete principale alle spalle del letto (che per l’occasione è stato sgonfiato e riposto in bagno)
nenna – imbiancatura dei vecchi stipiti delle porte (le porte non ci sono, gli stipiti ahimè sono murati quindi li abbiamo dovuti lasciare) e della prima nicchia della finestra.

nenno - sgocciolamento sul pavimento
nenna – pulitura di battiscopa e pavimenti sgocciolati

nenno - spostamento degli armadi e ripristino della parete vittima di infiltrazioni, tinteggiatura (con molti sgocciolamenti) della suddetta parete, intasamento del rullo da parte di intonaco e vernice secca
nenna – imbiancatura di parte della seconda parete (a pennello! OHI OHI IL BRACCIO!!!) e della seconda nicchia della portafinestra, lavatura del rullo per mezz’ora per staccare i tarzanelli di vernice, scrostamento del pavimento in ginocchio stile “la bella lavanderina”.

nenno - costretto da nenna si inginocchia e pulisce il pavimento che ha appena imbrattato con 2764 gocce di vernice. La pulitura secondo il nenno consiste nell’allagare il pavimento, inginocchiarsi e raschiare via con spugnetta abrasiva i detriti seccatisi sul pavimento.
nenna – imbiancatura della terza parete e parte della quarta con rullo, protezione dell’acquario mediante teli di plastica, minacce a Gennarino che intanto zompetta per la casa con le zampe intinte nella vernice caduta al nenno, seconda mano di vernice su terza e parte della 4 parete

nenno - asciugatura del pavimento allagato
nenna – tentativo involontario di uccisione dei pesci dell’acquario mediante maldestro spegnimento del contatore dell’energia elettrica durante il passaggio del rullo

nenno – ripristino del contatore e del filtro dell’acquario con conseguente salvataggio in extremis dei poveri pesci
nenna - primi segni di isteria nel vedere il resto della casa coperto di polvere e impronte di gatto e di umano, pulizia IN GINOCCHIO e senza allagamenti del battiscopa e del pavimento della terza e di parte della quarta parete

nenno – imbiancamento finale della quarta parete e del controsoffitto, sgocciolamento generale su tutto il pavimento
nenna – inizio scrostamento finale del pavimento, lavaggio del secchio usato per il rullo (tempo impiegato circa 40 minuti), sfoderamento mocho vileda, comparsa dei primi segni di ginocchio della lavandaia

nenno – relax e manutenzione tubo di scarico lavandino bagno, lavaggio pennelli e secchio piccolo
nenna – ancora in ginocchio a scrostare il pavimento

nenno e nenna – ripristino dell’arredamento con conseguente cambio della disposizione dei due acquari e recupero si spazio che non sapevamo nemmeno esistesse.

Orario di fine lavori: 21.00

Annotazioni per l’imbiancatura del resto della casa: comprare teli di plastica per il pavimento e nastro di carta per il battiscopa e COSTRINGERE a suon di colpi di scopa il nenno ad usarli!

Morale della favola: se sembra che lui sappia quello che stà dicendo…. NON CREDERGLI!!!

Conseguenze del giorno seguente:
- ginocchio della lavandaia: quantità 2
- braccio destro: alla Hukl Hoogan,
- tricipite destro: non pervenuto,
- cervicale: tumefatta,
- unghie: spezzate tutte tranne i mignolini,
- epidermide: ancora coperta da tracce di vernice che non vengono via nemmeno con la spugnetta abrasiva per piatti.

Prossima imbiancatura: almeno nel 2019.

Caro Amore mio…

Pubblicato il 1 Giugno 2007 da @@@Magda@@@.
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Ciao amore, ti scrivo questa lettera per provare a spiegare l’animo di noi donne. un’impresa ardua, ma la intraprendo comunque perchè desidero che tu mi capisca.
A volte risultiamo sciocche, con tutte le nostre paure, le piccole sofferenze, le manie che ci portiamo dietro.
Agli occhi degli uomini possiamo sembrare un misto di superficialità e profondità immensa. E lo siamo, non desidero negarlo, ma desidero spiegare il perchè a volte siamo così insicure, così bigonose di piccoli segni d’amore e fragili, terribilmente fragili.
Le nostre lacrime spesso non sono un’arma per farvi male, sono solo il segno di un piccolo disagio interiore, di un piccolo motto d’anima che in quel momento ci travolge, che ci scatena le paure, i fantasmi del passato, le sofferenze più profonde.
Non piangiamo per hobby, e non vogliamo col nostro pianto farvi sentire inadeguati o imbarazzati, non vogliamo punirvi anzi, con le lacrime spesso cerchiamo comprensione, affetto, il calore di un abbraccio ed una piccola rassicurazione.
Il perchè a volte abbiamo bisogno di questi gesti, è che a differenza degli uomini, che spesso danno per scontati i sentimenti, noi donne abbiamo la necessità in alcuni momenti, di sentire quanto forte è il vostro amore per noi. Ciò non vuol dire mettervi alla prova, ma rendervi partecipi di un nostro bisogno, così come ci chiedete di fare per altre cose più concrete.
Non serve altro che un abbraccio, un bacio e il calore del vostro corpo accanto a nostro per farci sentire più sicure, più amate.
A volte, lo so amore mio, il momento sembrerebbe quello meno opportuno, ma per noi questi segni d’affetto sono intrattenibili come uno starnuto o uno sbadiglio.
Possiamo soffocarli, certo, ma prima o poi verranno a galla, e lo faremo presente con qualche moina o dichiarandolo apertamente, solo perchè vogliamo sentirci ripetere che ci amate e che siamo la vostra donna, e voi il nostro uomo.

Perciò amore mio, se anche il momento sembra quello meno adatto, non posso fare a meno di esporti certi bisogni del mio animo, e te li servo su un piatto d’argento, anche se a volte sono le due di notte e domani si lavora.
E credimi, a volte basterebbe una coccola, una piccola sciocca frase per riappacificarmi con le mie paure, coi miei bisogni.
E non saltare a conclusioni affrettate, non è tutto semplice e lineare come pensi tu uomo, almeno non dentro il cuore e la testa di una donna.
Se ti chiedo di rassicurarmi non è perchè penso che non mi dai abbastanza amore, non è perchè penso che mi trascuri, ma è solo per farmi sentire protetta e in pace con me stessa.
E’ difficile da capire perchè realmente le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte, ma se facciamo un passo ciascuno verso l’altro, le differenze saranno sicuramente più stimolanti che di ostacolo.
Ti amo amore mio, anche quando a volte sembra che parliamo due lingue diverse!
E perdonami, per le volte in cui non ho voluto io capire i tuoi bisogni, per le volte in cui forse, ho messo i miei davanti ai tuoi chiedendo quando non era il momento, quella piccola prova d’amore mentre non desideravi altro che riposare dopo una giornata di intenso lavoro.
Ma noi donne…

… siamo così… dolcemente complicate…


QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO

Ci fanno compagnia certe lettera d’amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi.

Siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “si”.

In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà…
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c’è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po’
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.

Siamo così,
dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro “si”.
E’ difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare,
tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando
ti diremo ancora un altro “si”