ODIO ODIO ODIO ODIO ODIO ODIO ODIO ODIO

Pubblicato il 26 Aprile 2007 da @@@Magda@@@.
Categorie: Senza categoria.

Chi è cAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO.

Così mi ripete sempre una certa donna che mi ha messo al mondo.
Ma io sono veramente causa del mio male?
Me lo domando sempre, anche quando chiusa in gabinetto, seduta sul cesso con la faccia tra lemani mi domando: perchè proprio io?

Qualcuno di voi sa cosa vuol dire crescere sentendosi dire perennemente “Non mangiare quello, non mangiare quell’altro, che poi ingrassi”?
Sin da quando ho memoria, da quello stramaledetto giorno in cui le mie tonsille sono state asportate, io riconrdo la voce di mia madre dire quelle frasi, ricordo il barattolo della nutella sottochiave e mi ricordo, ancora bambina, nascosta nel retrobottega dei miei nonni a mangiare kinder cereali e a nascondere gli incarti.
Con un senso profondo di peccato nell’anima.

Qualcuno di voi è mai cresciuto sapendo che si era sempre di qualche kilo sopra la media?
Sapendo che qualche compagna di classe poteva permettersi di scoprire la pancia e non doveva legare in vita una felpa per nascondere i cuscinetti sul culo?

La mia vita è una lotta costante con il mio peso e con il cibo.
Un rapporto di merda che non mi ha dato che poche tregue nei tre anni precedenti a questo articolo, con la stabilizzazzione di una taglia “formosa” ma armoniosa.
Il problema è che appena mi distraggo, il problema torna, e non esiste di mangiare un gelato in santa pace senza quel cazzo di senso di colpa.
Non esiste entrare in un negozio e prendere quello che ti piace, devi solo entrare e sperare che qualcosa ti stia, e quello che ti sta te lo devi far piacere per forza!
E le scarpe col tacco che ti fanno male perchè tutto quel peso, su quei poveri piedi…
E la Pancia da coprire, e l’incubo dello specchio.
L’imbarazzo al mare nel momento di spogliarsi, e nel momento di andare a fare il bagno!
Tutte cose che per tre anni avevo dimenticato, ed ora puntualmente si ripresentano.

Il senso di colpa per aver ceduto alle tentazioni, la rabbia per quel jeans che non ti entra più, e sempre quel maledetto momento in cui ti vedi in foto e non ti riconosci!

IO ODIO!

Io sono piena di rabbia, paura, schifo e disperazione.
In attesa di lunghi giorni di tortura, in cui la mia forza di volontà sarà messa a dura prova, in cui mi ripeterò che ce l’ho fatta una volta e ora dovrebbe essere ancora più semplice.
Semplice un cazzo!
Non è mai semplice fare i conti coi fantasmi del passato.
Non è mai semplice vederseli ripresentare.

E non è mai semplice fare i conti con chi ti da consigli pur non avendo mai saputo cosa realmente si prova a sentirsi dire da una vita che si è grassi!

E ODIO coloro che mangiando un bel panino da 5000 kalorie senza il minimo senso di colpa, dicendoti che è solo questione di volontà mentre loro non metterebbero su un grammo nemmeno se mangiassero strutto a colazione!

E continua in testa la litania: perchè proprio a me?

E arriva il bel tempo e vedi in giro dei bei vitini strizzati in jeans a vita bassissima che fino all’anno prima mettevi pure tu…
E pensi: TROIE!

Oggi vi ODIO, oggi ODIO chiunque, anche me stessa!

Miss

Ci sono cascata!

Pubblicato il 10 Aprile 2007 da @@@Magda@@@.
Categorie: Senza categoria.


Giovedì scorso in una delle mie migrazioni tra casa di mamma e quella che più che casa del Nenno oramai è “casa nostra” trasportavo Gennarino dentro il giubbotto, un pò per non fargli prendere freddo e un pò per non farlo scappare visto che più che vivace lo definirei tarantolato!
Scendevo le scalette che dalla strada di “casa nostra” portano alla strada di casa mia, un pò sovrapensiero leggiucchiavo una pubblicità di quei maledetti bastardi di Tecnocasa, quando il mio piede destro ha pensato che le scalette fossero finite mentre invece mancavano ancora due bei gradini.
Manco il bordo del penultimo, il mio piede fa un giro della morte piegandosi in modo innaturale e finisco scaraventata a faccia in giù sul pavimento. Per fortuna all’ultimo riesco a mettere le mani avanti, più per istinto che per prontezza di riflessi e per fortuna riesco a salvare Gennarino dall’orribile morte per schiacciamento!
Il dolore al piede si fa sentire subito ma per disperazione mi trascino fino a casa dei miei entro e mi butto per terra piangendo senza ritegno.
Il bilancio di questa rovinosa caduta è una distorsione che non ne vuole sapere di passare, ancora sono li che zoppico; un ginocchio sbucciato e una mano contusa perchè il grosso bracciale si è infilato sotto il palmo proprio mentre mettevo le mani avanti per non atterrare di faccia.

Mi pare giusto cadere e farsi male prima delle feste, prima di quelle feste che avevo eletto a giorni del benessere, e progettavo gite in campagna all’insegna delle lunghe passeggiate per cercare di smaltire i chili che ahimè ho messo su e dai cui non so più come separarmi.

Il sabato è passato tra una farmacia e un negozio di piante, alla disperata ricerca dei componenti chimici per creare un fertilizzante per le piante d’acquario che non se la passano troppo bene.
Dovete sapere che i prodotti per l’acquariofilia sono particolarmente costosi ma con qualche piccolo accorgimento e degli amici che s’intendono di chimica, è possibile fabbricarsi da se e con pochi euri quello che necessita a questo bellissimo hobby.

A parte giocare al piccolo chimico, il sabato doveva trascorrere in un ottimo ristorante in compagnia di amici che non vedevamo da un botto tra cui la mia adorata Jijigna, ahimè il Maghes ha chiamato per prenotare alle 18 ed ovviamente non essendoci posto siamo finiti nella solita squallida pizzeria di sempre.
Per fortuna la pizza era buonissima, ma chi glielo spiega ad uno stomaco che si era preparato ad un’abbuffata da agriturismo?

Il giorno di Pasqua apro l’uovo Grandi Firme fondente Bauli e ci trovo l’unico oggetto che mi faceva letteralmente schifo, un delicato braccialetto in argento con perle coltivate di due colori. Io odio l’argento, ed ancor di più odio le perle…
La delusione era talmente tanta che l’avrei lanciato dalla finestra, ma mi sono trattenuta e l’indomani l’ho regalato alla sorella del Nenno che ha apprezzato parecchio avendo trovato nel suo uovo la collanina coordinata.

Il pranzo a casa dei miei nonni è stata la cosa più bella, in mezzo ai miei soliti parenti, ma quelli più cari e a cui voglio più bene, e il pomeriggio è passato in un mitico torneo di scopone scientifico che ho giocato il coppia con il mio adorato nonnino!

Per l’indomani era prevista una gita a Costa Rey, ma sinceramente quando ho sentito parlare di partenze all’alba ho realizzato che se fossi andata avrei dovuto non solo alzarmi presto, ma anche passare parecchie ore in macchina in mezzo al solito traffico della Pasquetta.
Alla fine decido di non andare, il Nenno concorda con me.
Ci auto-invitiamo a casa dei suoi genitori, pranziamo tranquillamente senza troppe abbuffate poi carichiamo in macchina due delle 3 sorelle e la mamma del Nenno e facciamo un bel giro per la città mezzo deserta.
Ci sbraghiamo sulla sabbia calda del Poetto e ci facciamo una passeggiata al sole tra i prati del nuovo parco di Terra Maini.
Il tutto in un’atmosfera di assoluta rilassatezza che era proprio ciò che andavo progettando per questi pochi giorni di vacanza.
Insomma nonostante le sfighe, la caduta rovinosa e il gatto tarantolato, mi reputo assolutamente soddisfatta di questi giorni di vancanza che, ahimè, sono già finiti!

Il problema adesso è convincermi a stare in ufficio… questo pseudo lunedì mi logora le palle!