Storia di una formica

Pubblicato il 20 Dicembre 2004 da @@@Magda@@@.
Categorie: Argomenti vari.

Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica
produttiva e felice. Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e
canticchiando una vecchia canzone d’amore. Era produttiva e felice ma,
ahime, non era supervisionata. Il Calabrone, gestore generale,
considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il
quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza. La prima
preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l’ora di entrata e
di uscita e preparò pure dei bellissimi report. Ben presto fu’
necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi
assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del
telefono. E intanto la formica produttiva e felice lavorava e
lavorava. Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report
dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri
comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle
tendenze. Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del
supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.
Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue
melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che
c’era da fare. Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che
era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di
gestore dell’area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
L’incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio
e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area -
chiaro ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un
computer e’necessaria una Intranet. Il nuovo gestore ben presto ebbe
bisogno di un assistente (Remora, gia suo aiutante nell’impresa
precedente), che l’aiutasse a preparare il piano strategico e il
budget per l’area dove lavorava la Formica produttiva e felice. La
Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile.
“Dovremo commissionare uno studio sull’ambiente lavorativo, un giorno
di questi”, disse la Cicala. Ma un giorno il gestore generale, al
rivedere le cifre, si rese conto che l’unità, nella quale lavorava la
Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto. E così contattò il
Gufo,prestigioso consulente, perchè facesse una diagnosi della
situazione. Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un
cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che
concludeva: “C’ è troppa gente in questo ufficio.” E cosi il gestore
generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica
incazzata, che prima era felice.
MORALE:
Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice.
E’ preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non
hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno. Se, nonostante tutto,
sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo
perdoneranno. Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera
compassione. Però, se nonostante tutto, ti impegni ad essere una
Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno
sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale,
remore e gufi.

*~[] Emmezeta i prezzi più bassi in Italia!!! []~*

Pubblicato il 13 Dicembre 2004 da @@@Magda@@@.
Categorie: Argomenti vari.

Oggi raccontavamo tra amici alcuni episodi imbarazzanti della nostra vita.
Il mio ha fatto ridere molte persone così ho deciso di raccontarlo anche a voi:-)

Tempo fa da Emmezeta girellando per gli espositori degli abito trovai un panta jazz molto carino, con fantasia militare e coulisse in vita.
Costava una miseria e decisi di comprarmelo pregustando di indossarlo l’indomani per andare in ufficio.
Infatti l’indomani mattina lo misi, e essendoci molto freddo mi misi il piumone lungo lungo per proteggermi. Infatti i pantaloni erano molto leggeri nonostante fossero di cotone.
In ufficio faceva un freddo cane, quindi dopo aver sfoggiato i miei nuovi pantaloni lavorai con addosso il piumone (si andava al risparmio) e quando finì la mattinata presi la borsa e andai a casa, dove con somma sorpresa scoprii che i pantaloni si erano scuciti completamente nel cavallo, ed erano tenuti insieme dalla coulisse in vita.
Vi immaginate cosa sarebbe successo se non avessi avuto indosso il piumone?!?!?!?!?

Da allora decisi di non comprare più nessun capo d’abbigliamento all’EMMEZETA!!!!!!!

*~[] La vera storia di Babbo Natale []~*

Pubblicato il da @@@Magda@@@.
Categorie: Argomenti vari.


Forse non tutti sanno che la prima persone della storia a portare i regali è stato San Nicola di Bari, che veniva ricordato il 6 dicembre in groppa ad un asinello, mentre si recava a portare i doni ai bambini buoni.
C’è anche la tradizione che lo ricorda in compagnia dello gnomo “Peter il Nero” che invece puniva i bambini cattivi.
L’unica analogia tra San Nicola e il nostro Babbo Natale è la lunga barba bianca.
Altre rivisitazioni successive della leggenda lo vedevano calare anonimamente cibo dai camini delle famiglie meno abbienti.
La sua fama si diffuse in tutto il mondo nel Medioevo e cominciò a declinare all’epoca della Riforma Protestante (prima metà del Cinquecento), quando la figura del dispensatore di doni venne attribuita a Gesù Bambino, preferito a quella folkloristica di San nicola.
Tuttavia tale figura non sparì dall’immaginario popolare, anzi fu tramandata anche oltreoceano da gruppi di immigrati europei. Furono gli olandesi che si spostarono in America fondando Nuova Amsterdam (divenuta Poi New York) che, importando la tradizione di San Nicola (Sinter Klass nella loro lingua), mantennero attiva nella memoria collettiva questa figura.
Il personaggio pacque molto anche ai coloni inglesiche trasformarono poi il nome in Santa Claus.
Nel 1804, quando fu fondata la “New York Historical Society” e fu scelto San Nicola come patrono, i protestanti inglesi, non osservando le festività dei santi, decisero di spostare la visita di Santa Claus alla notte di Natale.
Nel corso dell’Ottocento, il personaggio fu dotato di renne. Nel 1821 un tipografo newyorkese, William Gilley, pubblicò un poema su Santa Claus, dove era descritto come una persona molto bassa che indossava un abito di pelliccia e guidava una slitta trainata da una sola renna.
Nel 1823, l’ormai dimenticato professor Clement Clark Moore scrisse un poemetto (dal titolo Twas the night Before Christmas – A visit of Saint Nicholas) ispirato a quello di Gilley, dove immaginava Santa Claus come un piccolo elfo curioso che passava attraverso i caminetti e che giungeva nelle case dopo essersi calato per i camini, lasciando giocattoli nelle calze appese dei bimbi. Il suo mezzo di trasporto era una slitta volante tirata da otto renne (Blitzen, Comet, Cupid, Dancer, Dasher, Donner; Prancer e Vixen).
La nona renna venne aggiunta dopo per ragioni commerciali.
Fu inventata negli uffici della “Montgomery Ward” (una grande catena di magazzini americani) nel 1939, per donare ai propri clienti una nuova favola di Natale.
Nacque così Rudolph, la renna dal grosso naso rosso, una specie di brutto anatroccolo salvato da Babbo Natale che fece del suo difetto un pregio utile nelle notti di nebbia.
In seguito, nel 1860, il caricaturista Thomas Nast fu incaricato dal presidente americano Abraham Lincoln di disegnare Santa Claus con alcuni soldati dell’unione nel tentativo di demoralizzare gli avversari e, negli anni sucessivi, l’artista personalizzò le sue raffigurazioni.
Il Babbo di Nast cominciava così ad assomigliare al nostro: casa al Polo Nord, lista dei bambini buoni e cattivi, fabbrica di giocattoli dovelavoravano gli gnomi aiutanti, che, fra l’altro, sono tutte crazioni sue, certamente aispirato al poema di Moore.
Il vestito rosso si affermò quando un tipografo di boston, Louis Prang, introdusse in America la tradizione delle cartoline di Natale e nel 1885 pubblicò un Babbo Natale vestito soltanto di rosso.
In questo modo si smentisce la leggenda secondo la quale fu la Coca-Cola ad inventare l’iconografia di Babbo Natale così com’è oggi!
Infatti, nei primi anni trenta, per incrementare le vendite invernali, la Coca-Cola assunseil disegnatore svedese Haddon Sundblom che nei suoi disegni associòil Santa Claus grassottello e vestito di bianco e rosso con la famosa bevanda.
Quindi l’operazione fatta dalla Coca-Cola è stata di associare la sua bottiglietta alla figura molto amata dai bambini, rendendo in qualche modo Santa Claus un personaggio molto popolare negli USA.
Nonostante tutto, ancora oggi, da vescovo di Myra a testimonial della Coca-Cola e bersaglio dei no-global, il buon vecchietto continua a consegnare doni a tutti quelli che hanno ancora voglia di sognare!

[] Un nuovo Hobby []

Pubblicato il 12 Dicembre 2004 da @@@Magda@@@.
Categorie: Argomenti vari.


Non ci crederete mai!
Ho scoperto quante cose belle si possono fare con le perline!
Si quelle piccole sfericiattole di vetro e di plastica che ifilate in una lenza o in un filo di metallo vanno creando incredibili oggetti e gioielli!
E’ un hobby di grande pazienza, questo è vero!
Delle volte anche io mi arrendo e ripongo il lavoro incompiuto in attesa di un pò di calma per poterlo terminare.
Ma è immensa la gioia quando, mostrando il lavoro finito, le persone si stupiscono nell’apprendere che l’ho fatto io con le mie mani!
Per ora mi son data alla creazione di animaletti come rane, alle crocette a ciondolo e agli anelli!!!

E voi? avete degli hobby che vi danno queste soddisfazioni?

E ci sonooooooooooooooooo

Pubblicato il 2 Dicembre 2004 da @@@Magda@@@.
Categorie: Senza categoria.


Ciao a tutti,
volevo avvisarvi che ci sono eh!!!
Son qui che vi leggo, a volte commento a volte no…

Non vi ho ancora detto che il mio contratto di lavoro interinale è stato, per il momento, rinnovato.
QUindi ancora cuffie in testa e tante risate!
QUesto lavoro in fondo mi piace, mi da sei ore da passare con la spina staccata, con la mente impegnata e mi fa ridere… vedeste che nomi che ha la gente… ieri mi ha chiamata la signora Culetto Rosa….
Oddio!

Che altro dirvi…
C’è una terribile e possente aria di Natale.
Mi lascio travolgere da fiumi di campanelle dorate e fiocchi rosa, da montagne di lucine colorate e mi faccio solleticare da abeti e neve spray!
E’ una bell’aria, mi sa di festa e già l’odore del mandarino mi manda in brodo di giuggiole.
Grazie allo stipendio poi, potrò pensare ai regalini, come stò già facendo da qualche giorno!
E quest’anno, biglietti di auguri fatti con le mie mani, e pacchi chiusi con nastri di raso e tanto calore, camino acceso, e maialetto arrosto!

E’ bello anche perchè il pensiero che questo anno stia finendo mi rincuora, non vedo l’ora arrivi l’anno nuovo, con sorprese e imprevisti. Il 2004 mi ha delusa e stancata parecchio!

Anno bisesto, che non si è smentito!

E come dice Tuppa, in sella a Galatea, lancia in resta e avanti tutta!!! :-)